Approcci intelligenti per affrontare l'onere normativo delle normative sociali dell'UE


Ecorys ha supportato BusinessEurope esaminando come gli strumenti sociali dell'UE si traducano in impatti operativi per le imprese.

Introduzione

La legislazione sociale dell'UE contribuisce a tutelare i lavoratori e a promuovere mercati del lavoro equi. Tuttavia, i datori di lavoro si trovano anche ad affrontare crescenti obblighi di conformità che possono generare oneri amministrativi e operativi, soprattutto per le PMI. Ecorys ha supportato BusinessEurope analizzando come le imprese vivono e gestiscono concretamente questi obblighi normativi e individuando approcci efficaci adottati per ridurre gli oneri non necessari.

sfondo

I datori di lavoro europei operano all'interno di un ampio quadro normativo sociale dell'UE che disciplina settori quali le condizioni di lavoro, l'informazione dei lavoratori, la salute e la sicurezza, la parità di trattamento e la tutela del mercato del lavoro. Sebbene tali normative svolgano un ruolo importante nella salvaguardia dei diritti dei lavoratori, le imprese hanno espresso preoccupazione per l'onere cumulativo che gli obblighi di conformità possono comportare, soprattutto quando le normative UE interagiscono con le misure di attuazione nazionali.

Per comprendere meglio queste sfide, Ecorys ha analizzato come le imprese percepiscono gli obblighi di conformità, quali requisiti generano le maggiori difficoltà e come gli oneri differiscono tra gli Stati membri e i settori. Lo studio ha combinato ricerche documentali, due sondaggi online, interviste con le parti interessate e lo sviluppo di casi di studio per elaborare una solida comprensione degli oneri normativi nella pratica.

Risultati chiave

I risultati hanno mostrato che l'onere normativo derivante dalla legislazione sociale è il risultato di obblighi cumulativi previsti dal diritto dell'UE e nazionale, di interazioni tra molteplici strumenti e di prassi di attuazione nazionali divergenti. Sebbene gli obiettivi della politica sociale dell'UE siano ampiamente condivisi, le imprese riscontrano notevoli differenze nel modo in cui le norme si traducono in requisiti operativi quotidiani. Tali requisiti risultano particolarmente onerosi per le PMI e per le imprese impegnate in attività transfrontaliere. 

Nonostante le difficoltà, lo studio ha individuato una serie di pratiche e condizioni, indicate dalle imprese consultate, che potrebbero contribuire a ridurre gli oneri normativi senza alterare gli obiettivi fondamentali della legislazione sociale dell'UE. A livello aziendale, le imprese cercano di contenere i costi attraverso la digitalizzazione delle risorse umane, dei processi di gestione delle buste paga e di reporting, la standardizzazione delle procedure e dei modelli interni e l'esternalizzazione di compiti specializzati.

Nel complesso, i risultati dimostrano che, sebbene le iniziative imprenditoriali e le prossime azioni dell'UE volte alla semplificazione e alla riduzione degli oneri siano riconosciute dalle imprese e dalle associazioni imprenditoriali consultate, i loro effetti dipendono in larga misura dall'attuazione a livello nazionale e dalla misura in cui affrontano, nella pratica, i problemi di duplicazione, interoperabilità e proporzionalità.

https://www.businesseurope.eu/publications/smart-approaches-to-address-regulatory-burden-of-eu-social-regulations-a-businesseurope-report/